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 Tesseramento 2018
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Violi (M5S Lombardia). Treni cancellati, da Terzi e Fontana il nulla assoluto su Trenord

“Trenord è gestita con i piedi,  dieci treni cancellati in un giorno solo a Bergamo sono una vergogna infinita. Prima si viaggiava su carri bestiame, ora non si viaggia nemmeno. E i pendolari pagano.
Che Fontana e l’Assessore Terzi ci vengano a dire che Trenord è inadeguata fa ridere per non piangere: gestiscono loro la società e ammettono di non essere in grado di far andare i treni. Si assumano le loro responsabilità una buona volta, nel rilancio di Trenord sono il nulla assoluto e dovrebbero togliersi di mezzo.
La pazienza dei pendolari, e la nostra, è finita da tempo: sono mesi che ci dicono che la governance va cambiata, che propongono un accordo con FS un giorno, per smentito il giorno dopo e che l’AD Farisè va mandata a casa, ma non combinano nulla. Al massimo si lamentano che treni sono fermi. Mi risulta che sono al governo della Lombardia, si diano una mossa”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia.

Frontalieri - Orsenigo (PD): “facciamo fronte comune perché la disoccupazione venga erogata dalla Svizzera”

“La partita che si sta giocando in questi giorni a Bruxelles è molto importante per i nostri lavoratori frontalieri. E tutti i rappresentanti politici italiani dovrebbero remare dalla stessa parte”, lo dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, a proposito della possibilità di veder attribuita la disoccupazione ai frontalieri dallo Stato in cui lavorano. Quindi, nel caso specifico, dalla Svizzera.
“In queste ore è in corso una riunione dei Ministri della Sicurezza sociale della Ue nella quale viene affrontato il tema del coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale dei Paesi membri – fa sapere Orsenigo –. In particolare, verrebbe riscritto un articolo di un regolamento che intende introdurre ‘nuove disposizioni per il versamento delle indennità di disoccupazione ai lavoratori frontalieri e altri lavoratori transfrontalieri che, durante il loro ultimo periodo di attività, risiedevano in uno Stato membro diverso dallo Stato membro competente’. In pratica, queste persone dovranno essere trattate come se risiedessero nello Stato in cui lavorano. Nel caso dei frontalieri lombardi, è l’introduzione del diritto a ricevere la disoccupazione dalla Svizzera”.
Tuttavia, la disoccupazione dei frontalieri non vede al momento una posizione condivisa e in particolare il Lussemburgo è contrario. Posizione sposata anche dalla Svizzera che, pur non essendo membro della Ue, verrebbe interessata dalle modifiche in ragione dell’appartenenza al sistema della libera circolazione.
“La Svizzera ha riconosciuto recentemente il diritto alla disoccupazione parziale per i frontalieri – prosegue Orsenigo –. Osteggia, invece, l’allargamento a tutta la platea sostenendo che sarebbe un costo eccessivo per le sue casse”.
A questo punto, all’esponente Pd non rimane che chiedere “ai consiglieri, parlamentari nazionali ed europei lombardi di fare fronte comune per il bene dei nostri 60mila cittadini che lavorano oltre frontiera sostenendo la novità proposta dal Consiglio europeo”.

M5S Lombardia. Aerosol di Valmadrera. Vicinanza ai lavoratori, li ascolti la Commissione Attività produttive.

“Esprimiamo vicinanza e solidarietà ai lavoratori dell’azienda Aerosol. Siamo molto preoccupati, vantano 7 mensilità arretrate e un futuro incerto.
Stiamo iniziando a stabilire un confronto con le rappresentanze sindacali e le maestranze. In ogni caso va dato seguito all’appello dei lavoratori e la vertenza deve essere portata all’attenzione di Regione Lombardia. Proprio per questo ci siamo immediatamente attivati perché le parti siano ascoltate dalla Commissione attività produttive e occupazione. Regione Lombardia deve fare tutto il possibile per difendere il lavoro ed è sorprendente che l’azienda, pur avendo i presupposti per un rilancio, stia andando in direzione esattamente opposta”, così Raffaele Erba, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia.

M5S Lombardia: no al business sul mercato del lavoro. Astensione su PDL centri per l’impiego

“E’ un progetto di legge affrettato che darà risultati molto approssimativi. Poteva essere l’occasione per rilanciare seriamente i centri per l’impiego, l’offerta di servizi ai disoccupati e limitare il business dei privati nel mercato del lavoro. La DID e il patto di servizio devono essere gestiti dal pubblico perché non si crei disparità tra disoccupati di serie A, facilmente ricollocabili e più appetibili per il privato, e disoccupati di serie B. La Lombardia, con questo pdl, ha scelto anche, a differenza di tutte le altre regioni, di non assorbire il personale dei centri per l’impiego e di non dare risorse sufficienti per garantire il funzionamento dei centri e servizi di qualità. Così come approvata dalla maggioranza questa legge rischia vertenze o impugnative che genereranno extra costi per le casse regionali”, così Monica Forte e Raffaele Erba, consiglieri regionali del M5S Lombardia, che si sono astenuti nel voto sul progetto di legge che introduce modifiche alla legge regionale sul mercato del lavoro e sui centri per l’impiego la cui approvazione finale è stata programmata per il Consiglio regionale del 26 giugno.“Quella del M5S è un’astensione interlocutoria. Il progetto di legge deve assolutamente essere migliorato dal Consiglio regionale. Proprio per questo depositeremo numerosi emendamenti. In particolare chiederemo di dotare i centri per l’impiego di risorse che garantiscano una funzionalità ottimale e  di riequilibrare il rapporto tra pubblico e privato nella gestione delle politiche del lavoro”, concludono i consiglieri del M5S.

Mozione Ramelli / Pedenovi. Patta (PRC): «no ad un’altra occasione per manifestazioni apologetiche»

Regione Lombardia, approvata mozione di FdI in consiglio regionali sull’istituzione di una giornata in ricordo dei militanti neofascisti Ramelli e Pedenovi nelle scuole della Lombardia. Antonello Patta (PRC):«No ad un’altra occasione per manifestazioni apologetiche». Dichiarazione di Antonello Patta, segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista della Lombardia in merito alla mozione approvata dal consiglio regionale lombardo sulla potenziale istituzione di una giornata di commemorazione dei neofascisti Ramelli e Pedenovi. Antonello Patta (PRC): «La maggioranza che governa la Regione Lombardia mostra ancora una volta la faziosità e la spregiudicatezza delle destre nel piegare le istituzioni ad un uso strumentale e di parte in funzione di una revisione della storia del Paese. Come già si fece con l’istituzione della “Giornata del Ricordo” strumentalizzata dai fascisti nostrani quasi in contrapposizione con una “Giornata della Memoria” mai digerita fino in fondo, così oggi si inventa una giornata in ricordo di “alcune” vittime della violenza politica tutta di parte ignorando che già il 9 maggio si ricorda sebbene in forma incompleta le vittime della violenza politica. E’ chiaro, ma forse è proprio questo l’obiettivo delle destre, che se accolta dal Governo nazionale quella giornata diventerebbe l’ennesima occasione per i gruppuscoli della galassia nera per riaffermare e rilanciare, come avvenuto ripetutamente negli ultimi anni, la propria presenza nelle città della Lombardia con manifestazioni in piazze e cimiteri nelle quali con gesti e simboli si inneggia al fascismo e al nazismo in pieno contrasto con le leggi e con la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza. Chiediamo al Governo nel quale dovrebbe avere voce il M5S di impedire che le scuole della nostra regione diventino il teatro di questa squallida operazione degna del peggiore “minculpop” di fascista memoria».

Pedemontana (M5S Lombardia). Mozione strumentale del PD

“La mozione del PD contiene  una visione miope e vecchia su come si deve sviluppare la Lombardia e il Paese. È vero che la Lombardia vive di sviluppo, infrastrutture e trasporti, ma non può morire di inquinamento. Pedemontana è stata concepita nel 1954 senza calcolare l’impatto sulla salute dei cittadini. Il contratto di Governo dice che valuteremo ogni opera con un analisi costi e benefici. Pedemontana ha problemi di bonifiche da diossina, un contenzioso con Starbag, è l’autostrada più cara per pedaggio. Non possiamo decidere su Pedemontana con i “forse” o i “penso che”. La mozione del PD è strumentale”, così Massimo De Rosa, consigliere regionale del M5S Lombardia, motiva il voto contrario alla mozione del PD nella parte relativa a Pedemontana..

Forte (M5S Lombardia). Via le mafie dal business della Sanità

“Voglio rivolgere i miei complimenti alle forze dell'ordine e alla Prefettura per il lavoro che ha portato all'interdittiva antimafia con la chiusura di una farmacia a Milano. Il filone delle infiltrazioni mafiose, in Lombardia in ambito sanitario e farmaceutico, comprova che le mafie non hanno limiti nella capacità di rinnovarsi e riciclare denaro sporco. La nostra sanità non può essere il bancomat delle mafie”, così Monica Forte, Presidente della Commissione regionale antimafia e consigliera del M5S Lombardia.
“Ieri in Commissione Antimafia - continua Forte - abbiamo iniziato ad analizzare l’attività dei comitati regionali di controllo. Gli strumenti di analisi nel settore sanitario, soprattutto grazie all’informatica, esistono e vanno implementati ovviamente con il supporto a figure professionali in grado di leggere i dati e scoprire le anomalie. La Commissione intende impegnare la Giunta regionale perché ORA, il nuovo organismo anticorruzione della Lombardia, raccolga e migliori l’esperienza dei comitati di controllo che deve essere messa a frutto”.

Potere al Popolo - No al gestore privato delle cronicità. Esigiamo il rispetto dei tempi massimi previsti dalla legge per le liste d’attesa.

Dopo oltre 3 mesi da quando l’assessorato alla sanità della Regione Lombardia ha iniziato a spedire lettere ai cittadini con patologie croniche invitandoli a passare a gestori privati delle cronicità, sono solo circa 258 mila su oltre 3 milioni i pazienti cronici che hanno deciso di aderire. A fronte di oltre 3 milioni di lettere inviate, solo poco più dell’8% degli interessati ha, quindi, aderito al modello di gestione privatistica delle cronicità proposto dalla Regione Lombardia, che fa perno soprattutto sulla ingannevole promessa di una “corsia privilegiata” per evitare i lunghi tempi di attesa per le visite specialistiche (a patto, però, di utilizzare non le strutture ospedaliere consuete per i pazienti ma quelle che il gestore può offrire).Questo risultato a dir poco misero è stato ottenuto a spese di noi cittadini contribuenti: ci piacerebbe sapere quanto ha speso fino ad ora la Giunta Regionale per reclamizzare questa sua iniziativa verso i malati cronici attraverso gli spot sulle TV e le radio locali, le inserzioni sui giornali delle varie province, la stampa di centinaia di migliaia di opuscoli, la stampa e l’invio di oltre 3 milioni di lettere (più tutte le ore di lavoro degli impiegati e dei funzionari della Regione).

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Lombardia: fallimento totale delle delibere regionali per i malati cronici

I numeri parlano da soli e non lasciano scampo.

I toni trionfalistici dell’assessore regionale alla sanità, Giulio Gallera, sprofondano di vergogna sotto la cruda verità delle cifre.

Su 3.057.519 malati cronici che hanno ricevuto le lettere dalla regione solo l’8,44% ha firmato il contratto con un gestore, la cosiddetta presa in carico e solo il 4,6% (140.724) ha firmato il PAI, il Piano Assistenziale Individuale. Oltre il 90% dei cittadini cronici contattati dalla Regione fino ad ora non ha indicato alcun gestore e oltre il 95% di questi stessi cittadini non ha firmato alcun PAI.

Una vera e propria disfatta che appare ancora  più grave se si considerano tutti i soldi pubblici spesi dalla giunta regionale per reclamizzare le proprie iniziative verso i malati cronici attraverso spot, inserzioni e la stampa di centinaia di migliaia di opuscoli. Sarebbe interessante sapere quanto ha speso fino ad ora la Regione per fare tutto questo e scopriremmo che l’adesione al gestore di ogni singolo cittadino è costata non pochi euro alle finanze pubbliche, ossia a ciascuno di noi.

Che si tratti di un totale fallimento lo dimostrano i continui rinvii all’avvio del progetto decisi dallo stesso assessorato: inizialmente tutto il sistema avrebbe dovuto partire a pieno regime dal 1° gennaio 2018, poi è stato rinviato al 1° gennaio 2019 e ora l’ assessore afferma che saranno necessari circa cinque anni ! La fase di reclutamento avrebbe dovuto concludersi prima entro il 2017, poi nel 1° semestre del 2018, ora si parla del 31 dicembre 2018 e poi si vedrà.

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Erba (M5S Lombardia). Carta Sconto e caro-benzina, scandalo va affrontato. Valutiamo rimborso.

Alla luce dell’audizione con le associazioni dei consumatori in  Commissione Attività Produttive il Consigliere regionale del M5S Lombardia Raffaele Erba dichiara: “Sono numerose e documentate le denunce per i prezzi gonfiati che vanificano il bonus concesso dalla Regione Lombardia.  Attendiamo di audire le compagnie petrolifere e sentire le loro ragioni. I consumatori hanno già segnalato il caso all’autorità garante per la concorrenza per verificare che le compagnie non stiano facendo “cartello”. Se dovesse emergere un gioco scorretto, chiederemo un rimborso per il bonus che, ricordiamo, pagano tutti i lombardi. I cittadini che vivono nelle fasce della Carta Sconto devono fare il pieno in Italia, lasciando sul nostro territorio il gettito fiscale (scopo della Carta Sconto), senza sovrapprezzo e senza essere costretti, nonostante il bonus, a fare rifornimento in Ticino.

m5s - Anticorruzione, Lombardia ha bisogno di strumenti di prevenzione reale

“Attendiamo di valutare attentamente il progetto di legge della Giunta regionale.
Il tema dell’anticorruzione è stato trattato con enorme superficialità da Maroni e il sistema che aveva messo in piedi non ha portato a nessun risultato apprezzabile e va totalmente ripensato. Ci auguriamo, che in fase emendativa, ci sia la massima disponibilità di tutte le forze politiche a lavorare seriamente per dotare la Lombardia di strumenti di prevenzione reale della corruzione.
Ci aspettiamo un coinvolgimento diretto della Commissione regionale antimafia e anticorruzione nell’analisi del progetto. Ci preoccupa la fretta con cui questa nuova agenzia è stata proposta. Riteniamo che Fontana non abbia avuto il tempo sufficiente per aver piena consapevolezza del sistema attuale e per fare con tranquillità delle valutazioni di merito in un’ottica migliorativa. Va anche valutata la

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Basta. La regione deve tutelare i lavoratori delle società a cui affida gli appalti. Interrogazione del M5S.

La Regione Lombardia ha approvato con la Legge regionale 24 novembre 2017 - n. 26 dal titolo “Disposizioni per promuovere la stabilità dei lavoratori tramite l’adozione di clausole sociali nei bandi di gara regionali” una disciplina tesa ad assicurare ai lavoratori delle imprese appaltatrici di Regione Lombardia un’ampia tutela del posto di lavoro, sempre più messo in discussione da modelli organizzativi che prevedono ampio ricorso all’outsourcing e da margini aziendali e risorse pubbliche sempre più ridotti. In particolare i lavoratori dei servizi di guardiania e portierato sono vittime di un sistema su cui occorre fare luce.
Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, spiega: “A partire da una gara da 40 milioni che è sotto l’occhio dell’Antitrust dallo scorso mese di marzo e da lamentele di lavoratori rimasti senza occupazione come quelli del Besta (a cui è stato richiesto di accettare una riduzione di salario), ad altri che ricevono lo stipendio “regolarmente” in ritardo, costretti ad acquistare gli abiti da lavoro che

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De Rosa (M5S Lombardia). Impianti biogas e biometano: il Consiglio regionale decide di approfondire la questione.

Il Consiglio regionale ha deciso di approfondire il tema della regolamentazione e della pianificazione degli impianti di produzione biogas e biometano inviando la discussione della mozione presentata sul tema dal M5S alla Commissione Ambiente.
Massimo De Rosa, primo firmatario della mozione, dichiara: “E’ una vittoria del M5S per la salute dei cittadini e la qualità dell’aria. Finalmente la Lombardia ha deciso di aprire una seria discussione sul biogas e il biometano.
L’Italia è il terzo produttore mondiale di biogas, e la Lombardia, che ha già una qualità dell’aria fortemente compromessa, ha già più di 500 impianti sul territorio. Sono considerati a ‘energia rinnovabile’ ma producono emissioni inquinanti di precursori di polveri sottili, ossido di zolfo e altro. Per di più producono il digestato, sotto forma di rifiuto solido, che distribuito sui cambi aumenta la concentrazione di nitrati e può inquinare le falde acquifere. Incentivare questi impianti è un errore: oltre a consumare il territorio, inquinano e non fa bene alla salute. La discussione in Commissione sarà l’occasione per sollecitare Regione Lombardia a porsi come cabina di regia, valutando la reale sostenibilità di questi piccoli inceneritori, al netto degli incentivi, e accrescendo la vigilanza e i controlli ambientali sulla qualità dell’aria, delle acque e dei terreni nelle aree limitrofe a questo tipo di impianti”.

M5S Lombardia: “Aborto, in Lombardia è un diritto negato”

Il Gruppo Consiliare regionale M5S Lombardia ha pubblicato, sul blog del M5S Lombardia, una riflessione per il quarantesimo anniversario della legge 194. Nel post si legge: “Oggi cade il quarantesimo anniversario dell'approvazione della legge 194 sull’aborto, che garantisce un diritto di scelta che ogni donna deve poter esercitare. Oggi, quarant’anni dopo, quel diritto rimane nei fatti ostacolato, intralciato, in sostanza negato. La questione è quella dell’obiezione di coscienza di medici e infermieri. Esistono strutture dove l’obiezione è totale, altre dove l’iter per l’Ivg (Interruzione Volontaria della Gravidanza) è infinito, arrivando anche 5 mesi di gravidanza: un percorso tortuoso tra reparti, appuntamenti multipli, telefoni che non rispondono, psicologi, attivisti pro vita e infermieri ultracattolici che ti paragonano a un assassino. Ora, se è l’obiezione di coscienza è un diritto, lo è anche la scelta della donna di abortire. Non lo dice un partito o un gruppo di attivisti, lo dice la legge. Allora perché negli ospedali un diritto sancito dalla legge sembra essere ancora un tabù? Perché dopo quarant’anni poco o nulla è stato fatto per garantire la piena libertà di scelta alle donne, così come accade per i medici obiettori?

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