pubblica direttamente tu su

diventa un collaboratore

 

guarda i video su

 

 Mercati CortoBio 

Tutti i sabati presso il Parco dei "Comboniani" a Como-Rebbio, dalle 8 alle 12, è allestito il "CortoBio", il mercato dei produttori biologici e locali (via Salvadonica 3)
 

 

 

 

 

 Il Parlamento indaghi sull'omicidio Pasolini

Salviamo le api

 

 

 

 

 

 

 

 

sfoglia la bacheca su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 Tesseramento 2017
.
 
 
 
 

CGIL - Como Acqua, preoccupazione per le sorti di 153 lavoratori e la gestione dell'acqua come bene comune nel comasco

È in gioco il futuro di 153 lavoratori impiegati nelle 12 società pubbliche che oggi si occupano del settore. La Cgil di Como, per questa ragione, segue con attenzione l'andamento della vicenda che riguarda la fusione e l'incorporazione delle società partecipate nella nuova società gestore unico del servizio idrico integrato “Como Acqua”.
«La Filctem ha condiviso il percorso, e ha chiesto l'istituzione di un tavolo per la contrattazione di un “accordo quadro” per la gestione contrattuale e gli inquadramenti dei lavoratori che confluiranno nella nuova realtà – spiega il segretario provinciale della Cgil Giacomo Licata -. Si aggiungano ai lavoratori in essere qualche decina di contratti a tempo determinato che non sono stati stabilizzati. in attesa della nuova organizzazione che avrebbe riguardato le attuali aziende di gestione.  Bisogna far presto per dare risposte certe ai lavoratori così da evitare polemiche costruite ad arte come quella sugli aumenti di livello che riguardavano invece situazioni pregresse da sanare. Servono risposte per i lavoratori ancora precari che in alcuni casi sono al plurimo rinnovo contrattuale». I cittadini devono essere tutelati e venire a conoscenza delle diverse situazioni: «Se l’assemblea dei sindaci del 25 ottobre darà esito positivo, entro l’anno si potrà andare dal notaio per l'incorporazione e dal 1 gennaio

2018 il sistema idrico integrato della provincia di Como avrà finalmente un unico gestore, partecipato al 100% dai Comuni, dunque a totale capitale pubblico – aggiunge Licata -.  Se invece dovesse saltare il conferimento al gestore unico, si rischiano sanzioni europee e si dovrebbe procedere a una gara per la gestione del servizio cui potrebbero partecipare società estere e a gestione privata».