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Il 23/7 A COMO UNA FIACCOLATA PER DIRE NO ALL’OBBLIGO VACCINALE Evento realizzato da genitori di Como per manifestare il dissenso contro il DL Lorenzin

Il gruppo “Genitori del no obbligo vaccinale Como”, che raggruppa oltre 250 famiglie sul territorio provinciale, organizza, con la partecipazione di alcune delle più grandi associazioni nazionali contrarie all’obbligo vaccinale (ad alcune delle quali aderiscono anche molti danneggiati da vaccino), una
fiaccolata a Como, domenica 23 luglio alle ore 20.30, con partenza da Largo Spallino
per accendere una luce sulla Libera Scelta ed allontanare il buio che tramite un obbligo indiscriminato si vorrebbe imporre.
Al termine del percorso che si snoderà attraverso il centro storico, è previsto un momento con contributi e testimonianze delle associazioni, di famiglie di danneggiati, di esperti del settore.

Le associazioni aderenti sono:
#Genitori del no obbligo Lombardia, Genitori per la vita, Comilva, Il Sentiero di Nicola, RAV HPV reazioni avverse ai vaccini, Amev, Auret, Condav.

I genitori organizzatori e le associazioni aderenti precisano che NON sono contrari ai vaccini: il gruppo “Genitori no obbligo vaccinale Como” è partecipato da genitori che non vaccinano, da genitori che hanno vaccinato in parte per scelta o su suggerimento medico, da genitori di bambini danneggiati dalle vaccinazioni e da genitori che hanno liberamente e coscientemente vaccinato secondo l’intera

proposta del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, ma che in ogni caso rifiutano l’obbligo e la coercizione nei confronti delle famiglie, soprattutto su un tema così delicato come quello dei trattamenti sanitari sui singoli individui.
I “Genitori no obbligo vaccinale Como” e le associazioni aderenti sono contrari all’obbligo imposto dal DL Lorenzin, alle sanzioni imposte (sia economiche, sia di allontanamento da nidi e materne, con grave danno civile e morale per i bambini ingiustamente esclusi) e alle modalità del tutto carenti con cui le vaccinazioni vengono proposte e somministrate alle famiglie.

Con questa fiaccolata, che si unisce alle tante altre già realizzate sul territorio regionale e nazionale, si chiede:
1) Libertà di cura (cioè il diritto per il paziente, sentito il medico di sua fiducia, di scegliere quale tipo di terapia attuare per la propria situazione di salute e di scegliere fino a che punto procedere con i trattamenti sanitari sulla propria persona o, nel caso di figli minorenni, per i propri bambini nel loro interesse) e rispetto della persona umana garantiti dall’art 32 della Costituzione,
2) Informazione da fonti di ricerca scientifica indipendente dai finanziamenti delle case farmaceutiche, per una più completa e trasparente conoscenza sui rischi e benefici generati dalle vaccinazioni, anche attraverso la pubblicazione puntuale e periodica dei numeri reali della farmacovigilanza;
3) Accesso garantito dallo Stato ai test pre-vaccinali, con anamnesi approfondita prima dell’inoculo e monitoraggio post-vaccinale con strumenti concreti ed efficienti per segnalare eventi avversi al Servizio Sanitario Nazionale;
4) Prodotti vaccinali puliti e sicuri: senza adiuvanti, conservanti e particolati pericolosi, che sono invece stati riscontrati nei vaccini e che sono oggetto di una indagine della Procura di Torino, a seguito di esposto del Codacons, e di una indagine dei NAS di Parma in collaborazione con lo scienziato Montanari ;
5) Vaccini monovalenti per poter realizzare calendari vaccinali personalizzati con consulenza medica mirata;
6) Un Piano Nazionale Vaccini che sia generato a partire da criteri scientifici e non politico-economici, che sia garantito dal rapido e pieno ripristino della Commissione Vaccini, attualmente inattiva;
7) Industrie farmaceutiche fuori dalle istituzioni per un Servizio sanitario trasparente e incontaminato, vicino ai cittadini e lontano dagli interessi economici;
8) La tutela del diritto alla socializzazione e all’educazione dei più piccoli, senza discriminazioni arbitrarie e immotivate: i bambini devono continuare a frequentare nido e scuole materne senza limitazioni, come accade ogni giorno oggi senza alcuna conseguenza significativa per le comunità infantili.

Lo Stato non può e non deve sostituirsi alla responsabilità genitoriale, tanto più in un tema tanto delicato quanto quello del diritto alla salute, alla scelta terapeutica, all’inviolabilità del corpo del singolo individuo: principi sanciti nei principali trattati internazionali e nella Convenzione di Oviedo sottoscritta dall’Italia, nella quale si prevede che nessun trattamento sanitario possa essere effettuato senza il consenso, libero e informato, della persona che dovrebbe esservi sottoposta. Soprattutto considerando che, a differenza di quanto avviene con altri farmaci, sui vaccini non è mai stato condotto alcuno studio in doppio cieco che si possa considerare tale e anche gli studi di coorte o di follow-up sono carenti, per cui è difficile garantire il rapporto rischio-beneficio in una condizione nuova, come quella dell’obbligo di ben 10 vaccini più altri 4 con offerta attiva.

L’obbligo vaccinale non può essere accettato, sia come principio generale, sia in considerazione del fatto che in Italia ad oggi non vi è nessuna emergenza sanitaria, secondo i dati dell’ISS: la presenza di qualche focolaio di morbillo (peraltro non diffuso in tutte le regioni e coerente con l’andamento ciclico previsto da questa malattia) non è sufficiente a giustificare l’obbligo indiscriminato di oltre 10 vaccinazioni differenti.

Molte famiglie si pongono, inoltre, il problema etico dell’atto vaccinale, in relazione all’utilizzo di ceppi cellulari provenienti da feti abortiti, che vengono utilizzati per la produzione di alcuni vaccini, tra i quali l’MPR (morbillo, parotite, rosolia). Argomento peraltro attuale anche all’interno di alcuni gruppi cattolici che hanno sollevato il tema dell’obiezione di coscienza nell’uso di questi vaccini in particolare.

Infine, si ricorda che lo Stato non può imporre un obbligo a un cittadino sul proprio corpo che preveda un rischio diretto ed effettivo alla sua salute, alla sua incolumità e alla sua integrità e non può prevedere sanzioni che comportino la rinuncia alla frequenza scolastica ed al Diritto allo studio, come già ricordato da diversi giuristi e da numerose associazioni per i diritti delle famiglie, tra cui il MOIGE.

I “Genitori del no obbligo vaccinale Como” e le associazioni aderenti invitano chiunque condivida la richiesta di libertà di scelta e di garanzie sull’applicazione di moderni e completi protocolli vaccinali a partecipare.